IL 21 Febbraio 2002 è morto a Firenze a 84 anni Pietro Grossi, pioniere internazionale della computer music.

Un ricordo di Sergio Maltagliati.

"....Ho preso il quinto Capriccio di Paganini, ho perforato le schede e, fatto il pacco di schede, consegnate al computer, il computer le suonava. Il computer ha suonato subito alla perfezione il testo che gli avevo dato, e immediatamente dopo, ho potuto fare di quei suoni quello che volevo. Questo per me era un salto incredibile. E' stata un'emozione straordinaria....."

Così Pietro Grossi raccontava il suo "colpo di fulmine" avuto nel Settembre del '67 con il computer.

Lui, che già nell'era "ante-bit" (come definiva il suo lavoro prima del calcolatore), era stato "virtuoso" esponente. A quell'epoca la musica elettroacustica utilizzava suoni registrati dal microfono, suoni di varia natura, anche rumori qualsiasi, suoni concreti. Da pioniere, anche in questo campo, sperimentò le prime tecniche di "taglia e cuci" con il nastro magnetico.

La storia di Grossi era iniziata comunque nel 1936 quando, appena diciannovenne vince il concorso come primo violoncello nell'Orchestra del Teatro Comunale a Firenze. Farà parte dell'Orchestra per trent'anni fino al '66, formandosi una cultura musicale eccezionale, suonando con i migliori direttori. Nel frattempo, fonda nel 1963 lo "Studio di Fonologia Musicale di Firenze" e crea dopo due anni, il primo corso italiano di "musica elettronica" nel locale Conservatorio.

Di questa fase, vanno ricordate composizioni straordinarie, che hanno anticipato quello che poi sarebbe accaduto, nella pratica dell'attività musicale odierna. Nei suoi "Sketch" per esempio, lavora su frammenti tratti dalla pubblicità di speaker radiofonici, in un surreale "blob-music" anticipando il "campionamento", mescolando i suoni come un dj. Dal 1967 il computer lo proietta però, come in un nuovo mondo, con il conseguente allontanamento dal violoncello.

All'inizio degli anni '80 realizza un gran numero di personalissime e gioiose trascrizioni, di autori classici di musica colta e jazz, (a Pisa presso il CNUCE), fra i quali Stravinskij, Satie, Strauss, Joplin.

Ma è sicuramente entrato nella storia per la prima esperienza (a livello mondiale) di telematica musicale, da lui condotta nel 1970 fra la Fondazione Manzù di Rimini e il CNUCE di Pisa, forse il primo "audio streaming", che deve a lui l'aver anticipato decenni prima, la realtà musicale di Internet.

Riteneva che la musica non fosse ne dovesse essere collegata ad un concetto di "propietà", come nel suo "Collage" che dichiarava apertamente essere un assemblaggio, unendo, sovrapponendo e alla fine alterando, lavori di altri compositori elettronici.

Poi Internet. Che per lui era la definitiva occasione di imprimere un colpo mortale, all'idea di un personale e unico possesso della creatività. Dal 1996 infatti i suoi programmi erano disponibili per un libero download dal suo sito. Ognuno poteva crearsi così, la propria "arte domestica" HomeArt come la definì, un'arte che come diceva "....grazie al computer ci libera dal genio altrui e accresce il nostro".

In quest'ultimo periodo è nata la mia collaborazione con Grossi. Infatti molti lavori nascono grazie al suo aiuto, a volte solo attraverso un suo "input". Come "netOper@" prima opera italiana collaborativa attraverso la Rete (con contributi audio e visuali, anche dello stesso Grossi e di sua moglie Marcella Chelotti) che proprio nel 1997 ebbe a Firenze, nella casa studio di Grossi, la prima performance on line (lo stesso luogo dove nel 1963 aveva realizzato, con mezzi propri, lo Studio di Fonologia, uno dei primi al mondo).

L'avevo incontrato pochi giorni prima della sua scomparsa, gli avevo parlato del progetto "neXtOper@1.01" , lavoro che oltre ad Internet utilizza anche la rete GSM dei telefoni cellulari. Mi aveva assicurato la sua collaborazione, mostrando la caratteristica e indomabile curiosità, nei confronti delle possibilità aperte dalle tecnologie, che da sempre lo distingueva.

Mi piace per concludere, ricordarlo nella sua ultima (personale) mostra/performance presso la galleria "Studio Gennai" a Pisa (vedi foto): sempre disponibile con tutti, prodigo di spiegazioni per ognuno. Lui, che di solito appariva austero, un po' sornione, aveva l'impeto di un ventenne nel parlare della sua straordinaria avventura vissuta "in tandem col bit".

Di questo comunque non si vantava mai anzi, spesso chiacchierandone amava schernirsi dicendo "avevo a disposizione dei mezzi e ho cercato solo di utilizzarli...." Ora che non c'è più, il suo lavoro probabilmente non manterrà vivo l'interesse degli ascoltatori, come quando c'era lui ad "incoraggiarli". Ma il suo atteggiamento nei confronti della creazione artistica è entrato a far parte della musica di oggi e......di quella che verrà.

 

   
 
    Sergio Maltagliati con Pietro Grossi

Nella foto: Sergio Maltagliati con Pietro Grossi

Galleria "Studio Gennai" di Pisa (21/04/01)

 

 

 

 

 

 

 

Firenze Aprile 2002 sergio.maltagliati@gmail.com

 

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